PIZ-Gamma (A.s 2023/2024)

PERCORSO FORMATIVO/DIDATTICO PER LA REALIZZAZIONE DI RIVELATORI DI RAGGI GAMMA

Con il progetto PIZ-Gamma, co-finanziato dalla Fondazione CARITRO, la Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (sez. Bologna), SAT, MeteoTrentino e MUSE, propone alle scuole superiori un percorso formativo/didattico legato allo sviluppo e alla realizzazione di rivelatori di raggi Gamma prodotti durante gli eventi temporaleschi. Il progetto si concluderà in tarda primavera 2024 con l’installazione di una stazione di monitoraggio che prevede oltre al rilevatore di raggi gamma anche una centralina per la raccolta di dati meteorologici e di fulminazioni che verranno posizionate in prossimità del rifugio Boè a 2871 m s.l.m, gestito dalla SAT.

FBK con questo progetto, strutturato secondo il modello didattico di Scuola-Lavoro DomoSens, desidera continuare ad offrire il suo contributo per una didattica innovativa e interdisciplinare, proponendo progetti che riescano a coinvolgere direttamente le classi e i docenti, il tutto in forte connessione con lo specifico stato dell’arte della ricerca per contribuire all’orientamento e alla crescita delle nuove generazioni come i nuovi professionisti del futuro.

Il progetto PIZ-Gamma si svolgerà nell’anno scolastico 2023/24 e gli studenti e le studentesse appartenenti alle 7 scuole superiori coinvolte nel progetto accompagnati dai loro docenti e dai tutor esterni affronteranno argomenti e attività diversi a seconda del loro specifico indirizzo curriculare: integreranno contributi di approfondimento scientifico sulla radiazione elettromagnetica, sulla rilevanza dei raggi gamma nell’ambito di  questo progetto e il loro uso/presenza nelle applicazioni civili. Studieranno il funzionamento delle rilevazioni di parametri meteorologici che permettono di indagare la struttura interna di accumoli nuvolosi e che possono pertanto essere utilizzati per una modellizzazione di fenomeni atmosferici e meteorologici. Alcune classi si occuperanno della parte tecnica di integrazione dell’apparato a partire dai componenti elettronici necessari al corretto funzionamento dei sensori di radiazione, della gestione dei segnali e loro trasmissione, altre approfondiranno la genesi ed evoluzione dei fotomoltiplicatori.  Una delle scuole si occuperà poi di progettare il “contenitore” degli strumenti in modo che questo sia a sua volta integrato nell’ambiente in cui verrà installato. Ci sarà infine chi si occuperà di studiare ed approfondire i dati su eventi meteo estremi in montagna e la loro comunicazione agli escursionisti. Il progetto si concluderà con la realizzazione di un laboratorio educativo presso il MUSE

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