Scuola e ricerca per costruire il futuro

14 Maggio 2021

L’alleanza scuola-lavoro trasforma le attività in percorsi di esplorazione della conoscenza e di ricerca interdisciplinare che valorizzano le specializzazioni dei docenti e incuriosiscono i ragazzi.

Gli obiettivi dell’Alternanza Scuola-Lavoro (ASL), con recente ridenominazione in Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), si stanno articolando in una molteplicità di iniziative sul territorio nazionale. La Fondazione Bruno Kessler, nel contesto delle relazioni con la scuola è presente da diverso tempo con un’offerta ampia, grazie al programma FBK JUNIOR.

Le valutazioni positive che arrivano dai protagonisti – studenti, docenti e dirigenti scolastici da una parte, ricercatori e mondo del lavoro dall’altra – insieme all’aumento della qualità delle attività proposte, evidenziano l’impatto reale del lavoro svolto.

FBK ha introdotto una novità metodologica. Una proposta di modello di collaborazione interdisciplinare che sperimenta un nuovo paradigma per riuscire a coinvolgere un elevato numero di partecipanti in un’esperienza nella quale la scuola entra nel mondo della ricerca e dell’innovazione.

Una proposta in grado di sostenere molteplici tipologie di attività che vedono studenti e docenti partecipare a un vero e proprio modello d’impresa che realizza il suo prodotto. Tutto questo ha preso forma a partire dall’anno scolastico 2016/17 col progetto DomoSens, poi diventato modello di esecuzione di progetti sotto la guida di Pierluigi Bellutti. Di recente il modello, mantenendo la struttura cooperativa tra intere classi di scuole diverse, è stato impiegato in ambiti meno tecnologici quali quelli storici, sociali, della comunicazione scientifica e le prossime proposte potranno allargarsi ulteriormente.

Le caratteristiche di questa impostazione dei percorsi didattici ne hanno permesso la scalabilità e replicabilità nel tempo anche in altre realtà, all’insegna di quell’alleanza scuola-lavoro che è necessaria alla formazione delle nuove generazioni in un mondo sottoposto a un’evoluzione sempre più accelerata.

In questo cammino di miglioramento continuo, un ruolo importante è stato giocato dalla Fondazione Caritro che a partire da DomoSens ha sostenuto complessivamente sei progetti, gli ultimi due, “Che Entropia!” e “Che Spreco”, selezionati fra i vincitori del BANDO RETI SCUOLA-TERRITORIO 2021.

Questi esempi possono essere particolarmente utili per inquadrare in maniera intuitiva quali sono i tratti principali di queste iniziative e i punti di forza del laboratorio di collaborazione aperta coordinato da FBK:

  • una grande attenzione alla progettazione dei percorsi affinché, attraverso la scelta dei contenuti e dei metodi didattici, il lavoro possa essere al massimo coinvolgente e attivo per gli studenti, gratificante per i docenti, la cui partecipazione si configura come aggiornamento stimolante; ne è una dimostrazione il focus di Che Entropia che vedrà i giovani cimentarsi nella produzione di comunicazione scientifica per i propri coetanei;
  • la scelta, conseguente, di un approccio interdisciplinare non come esercizio retorico o come orpello ma come architrave di una indagine che si arricchisce della diversità di sensibilità e saperi esperti ingaggiati, si pensi ad esempio all’opportunità di far confluire in Che Spreco i contributi dello storico ISIG Claudio Ferlan e quelli dell’informatico Adolfo Villafiorita, che dopo un percorso di ricerca in FBK nell’ambito ICT ha fondato di recente la startup ShairTech;
  • l’orizzonte democratico delle esperienze proposte, poiché attraverso l’educazione alla complessità le attività costruite con le scuole diventano strumenti di consapevolezza, occasioni per assimilare e consolidare competenze chiave di cittadinanza e soft skills necessarie per orientarsi in un mondo che muta rapidamente; una sottolineatura importante riguarda l’inclusività dei percorsi proposti che, a differenza di altri, non sono selettivi o esclusivi ma tendono a coinvolgere interi gruppi classe per favorire l’accesso di tutti e lo scambio reciproco, e ridurre, in parte, le disuguaglianze iniziali.

Le evidenze raccolte in questi anni sono incoraggianti non soltanto in relazione ai numeri importanti registrati, con centinaia di ragazzi di vari istituti trentini interessati ogni anno, ma anche a motivo di alcuni segnali qualitativi di grande rilievo, come la proattività delle scuole che, una volta sperimentato il modello, si attivano per proporre dei nuovi percorsi grazie al protagonismo di docenti competenti e appassionati, consapevoli di avere l’opportunità di agire il cambiamento della propria realtà di appartenenza per far sì che la scuola mantenga il passo o almeno accorci le distanze rispetto al mondo che cambia velocemente.

La possibilità di tenere insieme un intreccio ampio di discipline come accade in FBK, dalle scienze umane e sociali all’intelligenza artificiale, dalla sensoristica alla cybersecurity, dalle energie sostenibili alla salute, costituisce un fattore chiave per leggere e interpretare le competenze di oggi e le proiezioni sul lavoro del futuro.

L’intento centrale con cui di volta in volta costruiamo le comunità di apprendimento è quello di accompagnare la Generazione Z verso un uso consapevole e responsabile delle tecnologie, attraverso l’osservazione del “mondo” da diversi punti di vista rielaborati grazie all’esercizio del pensiero critico per far sì che gli studenti di oggi diventino cittadini attivi e non fruitori passivi. L’orizzonte delle iniziative si allarga adesso anche al panorama nazionale ed europeo/internazionale. Restate connessi!

FONTE: FBKMagazine